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CI SIAMO – DOMANI A SCUOLA

bentornatiE non era affatto scontato che ci si riuscisse, anche a causa degli ultimi provvedimenti della Regione Piemonte che hanno reso il tutto molto più complicato e burocratizzato.

Ma ce la faremo. Andiamo con ordine.

  1. Misurazione della temperatura degli studenti

Secondo l’ordinanza del 9 settembre della Regione Piemonte, scuole piemontesi dovranno misurare la temperatura, ogni giorno, a tutti gli studenti oppure, se per comprovate ragioni di carenza di personale o altre motivazioni oggettive questo non sia possibile predisporre modalità organizzative per garantire quanto disposto, avvalendosi alternativamente di:

  1. modello di autocertificazione;
  2. diario scolastico;
  3. registro elettronico o altri strumenti digitali;
  4. o comunque con qualunque altro mezzo ritenuto idoneo;

Capite bene le problematiche organizzative associate a una misura del genere, per non parlare dei rischi associati alla necessità di dover toccare diari o raccogliere autocertificazioni portate dagli studenti e tutte le questioni legate alla privacy e alla gestione dei dati sensibili.

Si ricorda, inoltre, che il Garante della Privacy, riguardo alla misurazione e alla registrazione della temperatura, ha così scritto:

«In ragione del fatto che la rilevazione in tempo reale della temperatura corporea, quando è associata all’identità dell’interessato, costituisce un trattamento di dati personali (art. 4, par. 1, 2) del Regolamento (UE) 2016/679), non è ammessa la registrazione del dato relativo alla temperatura corporea rilevata, bensì, nel rispetto del principio di “minimizzazione” (art. 5, par.1, lett. c) del Regolamento cit.), è consentita la registrazione della sola circostanza del superamento della soglia stabilita dalla legge e comunque quando sia necessario documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso al luogo di lavoro.»

La misura prevista, come indicato dal preambolo, sarebbe motivata dal fatto che «gli sforzi che vengono messi in campo dalle istituzioni scolastiche e dal sistema sanitario regionale rischiano di non sortire i risultati attesi in assenza di un nuovo patto di corresponsabilità educativa che preveda la collaborazione attiva fra scuola e famiglie».

Ma come sapete benissimo, questa Scuola – come tutte le altre – ha aggiornato il Patto di corresponsabilità Scuola – Famiglia in vista della ripresa delle lezioni, proprio per inserire le misure di prevenzione della diffusione del virus Sars-Cov-2.

Cosa fare, dunque?

Le proteste condivise di tutte le scuole del Piemonte non sono state sufficienti a convincere la Regione a ritirare – o quantomeno posticipare – l’ordinanza, per cui è stato necessario compiere una scelta:

  • non riaprire la scuola lunedì;
  • trovare un modo semplice per adempiere all’obbligo introdotto dall’ordinanza regionale.

La soluzione scelta è un semplice registro delle misurazioni (Allegato 1). Va stampato, aggiornato ogni giorno e tenuto sempre a disposizione per un eventuale controllo.

La sua compilazione è molto semplice. Al mattino, misurate la temperatura dei vostri figli e segnate con una X nella prima colonna, a fianco della data, l’avvenuta misurazione. Se la temperatura dovesse essere superiore a 37.5°C, segnerete sulla seconda colonna, sempre in corrispondenza della data, una S che attesta il superamento della soglia. Ovviamente non questo caso i figli (si veda il punto successivo) non potranno venire a scuola.

Attenzione! Non andranno registrate le singole temperature!

  1. Linee di indirizzo per la riapertura delle scuole in Piemonte

L’ordinanza dispone inoltre l’obbligo di seguire rigorosamente quanto previsto nelle Linee di Indirizzo per la riapertura delle Scuole in Piemonte allegate all’ordinanza regionale.

Queste ultime contengono delle misure ancora più restrittive e che in alcuni casi molto probabilmente scritte male. Si legge:

La precondizione indispensabile per la presenza a scuola di studenti e di tutto il personale che a vario titolo vi opera è:

  1. L’assenza di sintomatologia indicativa o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti;
  2. L’assenza di sintomatologia indicativa o di temperatura corporea superiore a 37.5°C anche nei tre giorni precedenti tra conviventi;
  3. Non essere stati in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni;
  4. Non essere stati a contatto con persone COVID positive, per quanto di propria conoscenza, negli ultimi 14 giorni;
  5. Non aver effettuato viaggi in Paesi per i quali è previsto il tampone o il periodo di isolamento di 14 giorni.

Le condizioni a) e b) prevedono che la famiglia non debba stare solo attenta alla temperatura ma anche a tutta una serie di sintomatologie compatibili con il Covid-19. In particolare, si legge:

«Chiunque presenti sintomatologia (tosse, cefalea, sintomi gastrointestinali, faringodinia, dispnea, mialgie, rinorrea/congestione nasale, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa o diminuzione dell’olfatto, perdita o alterazione del gusto, diarrea) o temperatura corporea superiore a 37.5°C dovrà rimanere presso il proprio domicilio e contattare il proprio medico curante (MMG) o pediatra di libera scelta (PLS).»

Credo sia facilmente comprensibile che, di fronte a queste norme così rigide e che si devono applicare anche nel caso in cui quella sintomatologia sia chiaramente dovuta a patologie diverse dal Covid-19 (es. allergie), diventa molto difficile garantire una regolare frequenza scolastica in presenza.

Anche in questo caso. Che cosa fare?

Le linee guida prevedono che nei casi in cui l’assenza è dovuta a «condizioni cliniche non sospette per Covid-19, per la riammissione a scuola il genitore o titolare della responsabilità genitoriale presenta una specifica dichiarazione. Tale autodichiarazione è presentata anche dall’operatore scolastico».

Per analogia, la famiglia potrà valutare insieme al MMG o al PLS se la sintomatologia compatibile con il Covid-19 non sia riferibile ad altra patologia e autocertificarlo (Allegato 2).

Desta particolare preoccupazione la condizione c) che è evidentemente scritta male e, interpretata letteralmente, costringe chi è stato messo in isolamento domiciliare, perché magari contatto di un positivo al Covid, fino a una certa data, a non poter tornare a scuola dopo l’esecuzione del tampone con esito negativo, ma dover aspettare ulteriori 14 giorni.

In attesa di una correzione del testo, per il rientro a scuola si ritiene sufficiente produrre l’attestazione da parte dell’ASL della fine del periodo di isolamento in seguito al tampone negativo.

  1. Sospetto Covid e tamponi

In mezzo alle critiche, qualcosa di positivo si riscontra. Come da indicazioni della Regione Piemonte:

«Sia che i sintomi si manifestino a scuola o che si manifestino a casa, la famiglia deve contattare il proprio pediatra o medico, che valuterà le condizioni di salute dello studente e deciderà se attivare la procedura per i casi di sospetto Covid, inserendo i dati sulla piattaforma regionale e richiedendo l’esecuzione del tampone (indicando anche alla famiglia, in base alle condizioni di salute, se utilizzare l’accesso diretto o attendere in casa l’unità sanitaria che eseguirà il test virologico).

Nel caso in cui la famiglia non disponesse o avesse difficoltà a mettersi in contatto con il proprio pediatra/medico, potrà segnalare il proprio caso al Dipartimento di Prevenzione/Guardia medica della propria Asl. Trascorse 24 ore, in assenza di un riscontro, la famiglia potrà accompagnare il bambino a uno dei punti ad accesso diretto per l’esecuzione del tampone, previa compilazione di un modulo di autocertificazione già predisposto dalla Regione.»

Per l’ASL To4 il riferimento è Giorgio Bellan – covidinfoscuole@aslto4.piemonte.it

Gli Hot Spot pediatrici dell’Asl To4 sono i seguenti:

Castellamonte

Piazza Onorevole Pietro Nenni

Lunedì - domenica

10:30 – 15:00

Lanzo

Via Marchesi della Rocca, 30

Lunedì - domenica

10:30 – 15:00

Settimo Torine

Via Santa Cristina, 3

Lunedì - domenica

10:30 – 15:00

  1. Distribuzione delle mascherine chirurgiche

In questi giorni si sono lette molte cose riguardo alla distribuzione delle mascherine chirurgiche fornite dal Ministero. Credo che non sia solo importante distribuire questi dispositivi gratuitamente alle famiglie ma anche farlo in sicurezza e in un tempo ragionevole.

Una distribuzione giornaliera, nelle modalità indicate nel vademecum che la Regione Piemonte sta diffondendo in questi giorni, non solo non sarebbe sicura (la rimozione della mascherina personale e il passaggio della chirurgica sono fattori di rischio) ma andrebbe a impiegare molto tempo, riducendo il tempo scuola.

Pertanto chiedo di pazientare qualche giorno, in modo da raggiungere una scorta che ci permetta di distribuire agli studenti non le mascherine singole ma le confezioni da 10 pezzi, sufficienti per due settimane di lezione.

La distribuzione avverrà nel modo seguente:

nel giorno stabilito, che dipenderà molto dal ritmo delle consegne, gli alunni troveranno sul loro banco la confezione da 10 mascherine, lì collocata da un collaboratore scolastico prima della lezione, con tutte le precauzioni dovute.

Ovviamente, in caso di necessità (es. mascherina dimenticata o rotta) sarà sempre possibile chiederne una sostitutiva rivolgendosi ai collaboratori scolastici del piano.

Come sommario di questi post che hanno accompagnato gli ultimi giorni prima del ritorno in classe, condivido il documento approvato dal Consiglio di Istituto e dal Collegio dei Docenti, inserito anche nella sezione “Speciale Covid”

Vi ringrazio per la collaborazione, ci vediamo domani, finalmente a scuola.

Il Dirigente Scolastico

Prof. Marco Bollettino

PON 2014-2020

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